venerdì 15 aprile 2016

Lettera all'assessore: PIENA APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO DI TUTELA DEL VERDE DEL 2006



    Torino, 07 ottobre 2015
 
All’Assessore all’Ambiente e al Verde, dr. Renzo Lavolta
Al Presidente della VI Commissione Consiliare, dr. Maurizio Trombotto
 
Oggetto: PIENA APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO DI TUTELA DEL VERDE DEL 2006

L’autunno scorso le associazioni e i comitati elencati in testata hanno costituito a Torino un Coordinamento per la tutela e la progettazione del verde urbano nella nostra città, con una carta d’intenti e alcune proposte di rafforzamento della collaborazione che dovrebbe realizzarsi tra l’amministrazione comunale ed i cittadini per il miglioramento del sistema del verde, che si articola in differenti tipologie: il verde di prossimità, i giardini (inclusi quelli storici), le grandi alberate,  i parchi urbani e fluviali.
Dopo una nostra prima audizione presso la VI Commissione Consiliare lo scorso anno abbiamo avuto alcuni utili incontri con l’Assessore, dirigenti e tecnici dei settori interessati, e si era delineata l’ipotesi dell’avvio di un percorso condiviso nell’elaborazione di un Piano del Verde, che si era peraltro già avviato nel 2006, e si era poi interrotto all’inizio del 2008.
Ci permettiamo ora, a distanza di alcuni mesi, di sottolineare alcune priorità che attengono alla piena attuazione del Regolamento del Verde Pubblico e Privato della città di Torino, alla cui redazione avevamo a suo tempo collaborato, a seguito di una Delibera di Iniziativa Popolare condivisa dal Consiglio Comunale, che l’aveva infine approvato il 6 marzo 2006:

1)     Art. 9 – Pianificazione. Comma 3. “La Città riconosce l’importanza dell’elaborazione di un Piano urbano del verde con l’obiettivo di valorizzarne i punti di forza ed affrontare le criticità che ne limitano le potenzialità, prima fra tutte la necessità di connessione tra le aree esistenti”.
(A seguito di tale impegno il programma della seconda Giunta Chiamparino aveva inserito tale punto tra le sue priorità).
2)   Art. 4 – Il Cittadino e le Associazioni. Comma 2: “Il Comune di Torino promuove tutte le forme di partecipazione del cittadino (direttamente o tramite Associazioni) alle attività di tutela e valorizzazione del verde”. Comma 3: “La progettazione di nuove aree verdi diviene occasione privilegiata di accrescimento culturale se coinvolge direttamente i potenziali fruitori, i cittadini, i Consigli di Circoscrizione, attraverso forme organizzate di cittadinanza attiva e progettazione partecipata”.
(A seguito di tali impegni abbiamo proposto il riconoscimento e l’istituzione di un “Forum del Verde Urbano”, ovvero di una “Consulta del Verde Urbano”, a cui potrebbero aderire
associazioni e comitati locali, che a titolo consultivo potrebbe collaborare per forme di partecipazione attiva con un riconoscimento da parte del Consiglio Comunale e dell’Assessorato competente).
3)      Art. 51 – Costituzione della Commissione Aree Verdi (C.A.V.): Comma 1. “La Commissione Aree Verdi… organismo tecnico consultivo comunale in tema di verde urbano, è costituita presso il Settore Gestione Verde…”; Comma 8: “I pareri espressi dalla Commissione sono vincolanti”. Comma 9. “Il verbale delle riunioni della Commissione deve indicare … il parere espresso con relativa motivazione o la richiesta di integrazioni o supplementi istruttori, l’esito della votazione… firmato dal Segretario estensore e dal Presidente della Commissione”.
(A tutt’oggi tale Commissione è ancora da istituire, e viene semplicemente a posteriori reso noto il mero parere tecnico del Settore Verde Gestione su progetti allestiti da altri settori, come Viabilità, Urbanizzazioni etc.). 

Ci permettiamo pertanto di sottolineare la mancata attuazione, a distanza di oltre 9 anni, dei punti sovraindicati, che potrebbero ad esempio essere oggetto di una complessiva delibera di indirizzo che dovrebbe recarne l’impegno al pieno recepimento, entro tempi ragionevoli.
Queste nostre proposte si collocano pienamente all’interno di una logica di partecipazione dei cittadini e di trasparenza nell’operato dell’Amministrazione Comunale, e vogliamo evidenziarne l’importanza, accanto ad altri punti da noi elencati nel documento trasmesso a suo tempo alla Giunta e al Consiglio Comunale.

Comunicato stampa del Comitato Salviamo Corso Marconi

Comitato Salviamo Corso Marconi
 
Comunicato stampa
Torino, 22 settembre 2015

Ancora abbattimenti di alberi in corso Guglielmo Marconi. L’alberata è trascurata. Soldi per le panchine wi-fi in via Roma, ma non per il verde, nemmeno quello storico.
 

Altri due ippocastani sono stati abbattuti nei giorni scorsi in Corso Marconi, nella stessa area taxi oggetto di abbattimenti nel gennaio 2014.
Il Comitato Salviamo Corso Marconi, in attesa di conoscere dal Verde Pubblico la valutazione sulle ragioni specifiche di questa moria, lamenta ancora una volta la mancanza di cura e manutenzione dell’alberata, aggravatasi da quando si è prospettata l’ipotesi di realizzazione del parcheggio interrato privato, progetto per cui dovrebbero essere abbattuti o rimossi tutti gli ippocastani compresi fra via Madama Cristina e corso Massimo d’Azeglio.
Il Comitato Salviamo Corso Marconi esprime viva preoccupazione per la sorte dell'alberata che, una volta rimossa, secondo il progetto della società aggiudicatrice del lavoro, dovrebbe essere sostituita con giovani ippocastani impiantati in vasche di cemento profonde 1,5 metri su soletta, di certo non le condizioni ideali per la loro crescita a piena statura e durata nel tempo, a dispetto delle prescrizioni di Soprintendenza e Direzione Regionale del Ministero dei Beni Culturali.
Intanto, con l’abbandono di ogni cura sostanziale, si è arrivati progressivamente alla situazione attuale, con un'alberata che tutti definiscono trasandata e disomogenea, e bisognosa di "interventi chirurgici". Il Verde Pubblico è privo di risorse e chi compie le scelte nel campo della mobilità, dei parcheggi e delle infrastrutture si accanisce in scelte controproducenti.
Aggiungendo beffa al danno, apprendiamo che la Città è pronta a spendere 250.000 euro in una gara per panchine con wi-fi «con presa USB» per “imporre” la contestata pedonalizzazione del primo tratto di via Roma.
La nostra richiesta come Comitato è una sola: che vengano rimpiazzati gli alberi che non sono più stati sostituiti, o che vengono abbattuti. Il degrado dell'alberata non è una scelta casuale, ma frutto di una scelta che porti l’opinione pubblica ad accettare il parcheggio, perché "tanto l'alberata peggio di così non potrà essere".
Molti alberi furono danneggiati con lo spostamento temporaneo, nel 1999, del mercato di piazza Madama Cristina in corso Marconi, che costrinse a realizzare sottoservizi, ad asfaltare tutte le banchine, ad eliminare le panchine. La Città, dopo il ritorno del mercato in piazza Madama Cristina, non ha più previsto i necessari interventi di manutenzione dell'alberata e di reimpianto degli alberi deperiti.
Dal 2007 l’area venne interessata dal cantiere della Metropolitana ed il corso venne utilizzato come deposito di materiali pesanti; qui fu anche riposizionato il capolinea dei bus extraurbani, precedentemente posto in largo Marconi. Rimosso il cantiere della Metro, si è cominciato a parlare del parcheggio interrato, e quindi la Città ha continuato a non investire sulla ricostituzione di un'alberata omogenea e sul reimpianto di alberi deperiti e in cattivo stato di salute.
Nel 2010 un ippocastano crollò su una macchina e successivamente altri sette esemplari vennero abbattuti. Erano malati: l’apparato radicale stava marcendo «probabilmente a seguito dei lavori effettuati sul suolo pubblico anni fa», come venne indicato dal Comune.
Anche lo scarso controllo dei lavori, pubblici e privati, nel sottosuolo di corso Marconi ha contribuito alla moria (programmata?) dei suoi alberi: anche nel recente passato il Comitato ha individuate e denunciate ulteriori infrazioni al Regolamento del Verde causate dall’ennesimo cantiere privato.

Lettera aperta: VIA SACCHI: “ARRIVA IL PARCHEGGIO, NASCERA’ UNA NUOVA PIAZZA”. E GLI ALBERI?

Torino, 15 settembre 2015

Lettera Aperta
All’Assessore alla Viabilità e Infrastrutture, Claudio Lubatti,
All’Assessore al Verde, Enzo Lavolta
Al Presidente della II Commissione, Domenico Carretta
Al Presidente della VI Commissione, Maurizio Trombotto
Ai Consiglieri Comunali
Alla Soprintendenza dei Beni Culturali
Agli organi di informazione


VIA SACCHI: “ARRIVA IL PARCHEGGIO, NASCERA’ UNA NUOVA PIAZZA”. E GLI ALBERI?

Ai primi di settembre è stato annunziato, con un vistoso titolo de La Stampa, che sono ripresi i lavori per realizzare il parcheggio interrato della Stazione di Porta Nuova, lato via Sacchi: 4 piani interrati per 242 posti auto, al costo di 11,5 milioni di Euro, a carico di “Grandi Stazioni”, su aree in buona parte di proprietà della Città, cedute a RFI nel 2009.
La Convenzione stilata tra la Città, RFI e la società Grandi Stazioni, approvata dal Consiglio Comunale in data 11 maggio 2009, prevedeva l’impegno, “per quanto possibile, a non rimuovere gli alberi d’alto fusto presenti nel soprassuolo… I platani che risulteranno interferenti con le opere di realizzazione del parcheggio dovranno essere, ove le caratteristiche delle piante lo consentano, fatti oggetto di trapianto meccanizzato… Al termine dei lavori il filare di platani dovrà essere ricostituito. Esso dovrà essere costituito da un numero minimo di 12 piante… su una banchina in terra di larghezza non inferiore a m. 2, che dovrà essere tenuta costantemente libera da pavimentazioni”.
Per contro, nel maggio 2011, i 9 platani (vecchi di quasi un secolo) prospettanti via Sacchi vennero brutalmente segati, e nei progetti di sistemazione successivamente illustrati ne sparì qualsiasi traccia, garantendo la conservazione di soli 3 platani sul lato Nord verso corso Vittorio Emanuele. In seguito a una lettera inviata dalle Associazioni Ambientaliste il 25 maggio 2011 il Settore Infrastrutture e Mobilità ebbe a dichiarare che non era possibile né il mantenimento né la ricostituzione dell’alberata abbattuta, e che si sarebbero richieste piantumazioni compensative in aree immediatamente limitrofe, eventualmente sul lato di via Nizza.
I lavori, partiti nel 2011, ebbero una lunga sospensione per complicazioni tecniche, ed ora si annunzia che il parcheggio interrato sarà completato entro il 2015, mentre nel 2016 vi saranno le sistemazioni delle aree di superficie.
Il progetto illustrato nel 2011 ai Consiglieri Comunali, prevedeva ancora la sostituzione parziale degli alberi condannati all’abbattimento, ma non abbiamo più avuto alcuna notizia in merito a tale impegno.
Siamo nel cuore della zona centrale storica, che dovrebbe essere tutelata dalla competente Soprintendenza, e i lavori per la realizzazione della Linea 1 della Metro hanno già comportato la sparizione di una cospicua porzione dei Giardini Sambuy, in faccia alla Stazione di Porta Nuova. Ora sono spariti nel nulla i platani di via Sacchi, e magari domani toccherà a quelli di via Nizza, anch’essi già nel tempo intaccati. Mentre languono i lavori di restauro della facciata di Porta Nuova, da anni un grande cantiere incompiuto, si è compromesso per sempre anche il paesaggio urbano circostante.
Chiediamo quindi di informare i cittadini sulla sistemazione superficiale del parcheggio di via Sacchi, e chiediamo garanzie sull’impegno di ricostituzione del filare alberato e delle piantumazioni compensative di nuovi alberi d’alto fusto.
Data la cospicua entità dei lavori (11,5 milioni di Euro) riteniamo che RFI e Grandi Stazioni debbano mantenere i loro impegni, secondo le indicazioni a suo tempo fornite dall’Amministrazione Comunale, con un progetto rispettoso del contesto in cui si colloca anche per quanto riguarda le alberature.

Lettera al Sindaco: UN ALTRO CENTRO COMMERCIALE IN CORSO BRUNELLESCHI?

Torino, 15 settembre 2015

Al Sindaco della città di Torino, Piero FASSINO
Al Presidente del Consiglio comunale, Giovanni Porcino
Ai Gruppi Consiliari
Al Presidente della Circoscrizione3, Francesco Daniele
Agli organi di informazione


Oggetto: UN ALTRO CENTRO COMMERCIALE IN CORSO BRUNELLESCHI?

Con delibera votata da una risicatissima maggioranza il 7 settembre scorso, il Consiglio Comunale ha approvato la realizzazione di un nuovo centro commerciale di 2.400 mq. tra le vie S. Ambrogio, S. Antonino e Filippa, nella Terza Circoscrizione, utilizzando lo strumento del Permesso di Costruire in Deroga in base alla Legge 106 del 2011, che consente incrementi di volumetria quando si trasformano fabbricati dismessi aventi destinazioni urbanistiche non contemplate dalle schede del Piano Regolatore. Il tutto è stato presentato come “Interventi contro il degrado”. Un provvedimento precedente della Giunta Comunale del 24 novembre 2014 sembra poi essere stato assunto espressamente per consentire trasferimenti di volumi edificati da un pezzo di città all’altro, per favorire gli operatori immobiliari e commerciali, come spieghiamo qui di seguito.
Infatti, a parte l’inutilità di nuovi centri commerciali in una città che ne è ormai satura, la delibera proposta dalla Giunta e approvata dal Consiglio prevede che una quota della volumetria non utilizzata in via S. Antonino vada ad “atterrare” in un’altra area, compresa tra corso Brunelleschi e via Bardonecchia, attualmente a verde, da tutelare come suolo libero. Si tratta di area privata, classificata come Area da Trasformare per Servizi nel nostro Piano Regolatore, con una scheda specifica che ne individua l’utilizzo, definita “Ambito 8.e, Trecate Ovest”. La proprietà potrebbe trasformarla per residenze e commercio per una quota del 20%, cedendo tuttavia il restante 80% alla Città, per realizzarvi spazi pubblici a parco per il gioco e lo sport, ed altre attrezzature di interesse comune. Per contro, in deroga a questa scheda, si propone di realizzarvi un altro centro commerciale, per una superficie di vendita di altri 2.400 mq., trasferendovi le nuove volumetrie, con fronte su corso Brunelleschi e una quota di parcheggi interrati privati ma di uso pubblico, a servizio del centro commerciale.
Così un’altra area attualmente verde sarà cancellata, come rischia di avvenire anche per il Giardino Artiglieri da Montagna di fronte al PalaGiustizia, sempre nella Terza Circoscrizione.
La Terza Circoscrizione, dopo la Prima, che coincide col centro storico, è notoriamente una delle più carenti di verde a disposizione degli abitanti: la quota pro-capite è in assoluto una delle più basse di Torino. Il Parco Ruffini, saturo di impianti sportivi, avrebbe dovuto essere ampliato, come più volte richiesto dagli abitanti, e promesso dalla Circoscrizione e dalla Giunta Comunale, includendovi la vasta area dell’ex-Poligono di Tiro di corso Brunelleschi di proprietà del Genio Militare, per circa 80.000 mq. Invece non solo l’area è stata occupata dal C.I.E., ma questo è stato poi, anziché trasferito, ulteriormente
ampliato per decisione del Governo negli scorsi anni, abbattendo una gran quantità di alberi di alto fusto
Nel 2004 era stata presentata una petizione popolare sostenuta da tanti cittadini e anche dalla Circoscrizione per creare un polmone verde, ma le promesse sono state poi tutte disattese.
L’area di cui parliamo, che si affaccia su corso Brunelleschi, è certo poca cosa, ma ci pare assolutamente sbagliato collocarvi ulteriori volumi edificati (oltre 4.000 mq di SLP) per un secondo centro commerciale, oltre a quello già previsto nelle vie S. Antonino/S. Ambrogio. Tenendo conto che nell’area adiacente, da via Bardonecchia a corso Francia, c’è il Mercato di corso Brunelleschi che potrebbe essere danneggiato da questa ulteriore apertura.
Si perde un’altra occasione per incrementare una dotazione di verde (la Legge Regionale prevede 12,5 mq per abitante per verde e spazi pubblici) già scandalosamente bassa in questa parte di città. E si creerà un’altra piastra di cemento, anziché tutelare una porzione di suolo libero da costruzioni.
E’ questa una buona politica ambientale per la nostra città?
Chiediamo al Sindaco, alla Giunta, ai Gruppi consiliari e alla Terza Circoscrizione di rivedere queste scelte che compromettono il territorio anche per il nostro futuro.

Lettera agli assessori sui danni provocati dalle mountain bikes nei parchi collinari

Torino, 28 Luglio 2015

All’Assessore al Verde della Città di Torino, dr. Renzo Lavolta
All’Assessore allo Sport della Città di Torino, dr. Stefano Gallo
Al Direttore del Corpo di Polizia Municipale, dr. Alberto Gregnanini
e p.c. Al Servizio Pianificazione e Gestione Rete Ecologica, Aree Protette e Vigilanza Ambientale della Città Metropolitana di Torino, dr. Gabriele Bovo
Al Direttore del Parco Po e Collina Torinese, dr. Ippolito Ostellino

Oggetto: SUI DANNI PROVOCATI DALLE MOUNTAIN BIKES NEI PARCHI COLLINARI

Sempre più frequenti sono le segnalazioni che ci pervengono in merito ai danni provocati dalla pratica impropria e totalmente indisciplinata degli utilizzatori delle mountain bikes nei parchi collinari della Città di Torino, pratica che ha un effetto sempre più devastante sui sentieri, sui manti erbosi, sulla vegetazione arbustiva, soprattutto nei versanti più ripidi, con il diffondersi di fenomeni erosivi e crescenti conflitti con l’utilizzo pedonale dei percorsi collinari. Tale utilizzo è peraltro largamente diffuso anche nei comuni di Pecetto e Moncalieri, con la pratica del “down hill”, e sempre più frequenti competizioni sportive, di carattere spericolato e irrispettose dell’ambiente. Tutto ciò malgrado la collina di Torino sia formalmente sottoposta a misure di tutela paesaggistica e ambientale, facenti parte integrante del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
I tentativi di “incanalare” tale utenza verso percorsi appositamente segnalati non ha dato risultati significativi, a causa del mancato rispetto di qualsiasi regola da parte di gran parte dei “bikers”. Se non abbiamo prevenzioni nei confronti dell’utilizzo corretto, e rispettoso dei pedoni, delle mountain bikes su vialetti, stradine e viabilità minore, purtroppo il dilagare di ciclisti indisciplinati comporta ormai situazioni conflittuali con i pedoni, oltre che danni ambientali. Altrettanto dicasi per alcune manifestazioni sportive autorizzate dalla Città di Torino, che dovrebbero svolgersi in modo rispettoso.
Ricordiamo che il Regolamento del Verde Pubblico e Privato della Città di Torino, all’art. 84, dovrebbe disciplinare la materia, consentendo l’utilizzo di mountain bikes esclusivamente in “eventuali percorsi specificamente indicati per lo scopo con apposita cartellonistica”, e prevede anche il sanzionamento dei comportamenti scorretti (art. 87).
Paradossalmente ad es. nel Parco della Maddalena i “bikers” si sono moltiplicati in tutto il parco, mentre l’unico percorso appositamente previsto e segnalato è scarsamente frequentato. I danni provocati sono poi particolarmente difficili da rimediare in una situazione di scarsità di personale e di risorse manutentive del Settore Verde Pubblico – Gestione. Altrettanto avviene all’interno del parco della collina di Superga.
Ci rendiamo conto delle oggettive difficoltà di far rispettare nei parchi collinari norme di tutela che dovrebbero comportare un’attività di controllo territoriale da parte della Polizia Municipale. Ma anche solo “puntate occasionali” della Polizia Municipale o di altri corpi di vigilanza, nei giorni più critici, potrebbero essere efficaci, unitamente ad un lavoro di prevenzione e di educazione al rispetto dell’ambiente da concordarsi con le associazioni che promuovono tale pratica sportiva, promuovendo forme di “autodisciplina”.
Va tuttavia rilevata la totale mancanza di adeguata segnaletica in tale materia. Sarebbe quindi quanto mai opportuno che, almeno nei principali parchi collinari (come quello della Rimembranza e della Maddalena) e all’imbocco dei sentieri di maggior frequentazione, venisse collocata apposita segnaletica di divieto, installata parecchi anni or sono e poi inspiegabilmente rimossa.
Su tale argomento chiediamo cortesemente un incontro con gli Assessori e con i Dirigenti di riferimento.

Lettera al sindaco: PERCHE’ DICIAMO NO AD ALTRI TAGLI DI RISORSE AL VERDE PUBBLICO

Torino, 17 luglio 2015 

Al Sindaco della città di Torino Piero FASSINO
Al Presidente del Consiglio comunale Giovanni Porcino
Ai Presidenti delle Circoscrizioni 1-10
Agli organi di informazione


Oggetto: PERCHE' DICIAMO NO AD ALTRI TAGLI DI RISORSE AL VERDE PUBBLICO


In un recente articolo de La Stampa risultava chiara la difficoltà di procedere alla ripiantumazione degli alberi mancanti in città, a causa della carenza di risorse del Settore Verde Pubblico nella nostra città, responsabile del forte deficit che si è delineato in questi anni tra abbattimenti e sostituzioni. Se ne è parlato in una Commissione Consiliare giovedì 15 luglio, in sede di definizione del bilancio comunale per il 2015 attualmente in discussione. In esso si chiedono al Settore ulteriori tagli di risorse al verde pubblico per circa 600.000 Euro.
Dopo un calo progressivo delle risorse assegnate al Settore Verde Pubblico nell'ultimo quinquennio, questi ulteriori tagli a nostro parere non sono sostenibili.
Il verde pubblico e i parchi cittadini non hanno una mera valenza di decoro "ornamentale", ma corrispondono a esigenze ambientali più volte dimostrate, essenziali per la stessa tutela della salute dei cittadini, in particolare degli anziani e delle fasce più deboli della popolazione, quelle che oggi non possono permettersi il lusso dei condizionatori o delle vacanze in montagna.
La persistente ondata di calore di questo mese di luglio, che rischia di superare quella della terribile estate del 2003, dimostra l'importanza del verde in piena terra e delle alberature cittadine, a partire da quello "di vicinato", le piccole aree verdi di quartiere così sovente spoglie e "vittimizzate", per arrivare poi ai grandi parchi spesso ridotti in questi giorni a miseri sterrati con ciuffetti d'erba secca costellati di cicche, bottiglie, lattine e cartacce.
Per contrastare gli effetti delle "bolle di calore" che sempre più affliggono le grandi aree urbane, con picchi estremi di temperatura, il verde in piena terra, e l'ombreggiamento garantito dagli alberi ad alto fusto e cospicua chioma, rivestono un’importanza fondamentale, mitigando il clima in città.
Le tante piazze in pietra (autentici "forni solari" in estate), i parcheggi interrati pubblici e pertinenziali sovrastati da verde su soIetta, l’asfaltatura o la cementatura delle banchine alberate dei viali cittadini, contribuiscono ad accentuare l' effetto di questa "bolla di calore", costringendo molti cittadini a cercare refrigerio nei centri commerciali. Rachitici alberelli in vasche di cemento che spesso sostituiscono in aree pubbliche gli alberi d'alto fusto non potranno mai sostituirli nella loro valenza ambientale.
Tutto ciò richiede maggior attenzione alla progettazione e alla manutenzione del verde in città, evitando magari interventi di tipo eccessivamente "architettonico" e sofisticato a favore di progetti che richiedano minori costi manutentivi.
Soprattutto chiediamo che il Verde Pubblico non sia ritenuto un mero "costo", ulteriormente comprimibile, ma un investimento per il futuro, fondamentale per la salute dei cittadini, a cui destinare adeguate risorse manutentive, scarificando semmai spese inutili e interventi effimeri.
Ci appelliamo pertanto al Sindaco, agli Assessori, e a tutti i Consiglieri Comunali perché non solo non si effettuino ulteriori tagli, ma al contrario si incrementino le risorse a disposizione dell' Assessorato e dei Settori competenti.

giovedì 7 maggio 2015

Si era detto Mai più! Diritto di Tribuna per la petizione promossa dal Coordinamento No Zoo

                         12 maggio ore 11.30
Sala Capigruppo, Palazzo Civico
Si terrà il 12 maggio alle ore 11.30 presso la Sala Capigruppo di Palazzo Civico in piazza Palazzo di Città il Diritto di Tribuna per il Coordinamento No Zoo, in cui si spiegheranno le motivazioni che hanno spinto associazioni animaliste e ambientaliste a lanciare la petizione contro l'ipotesi di coinvolgere animali in cattività nell'ambito della futura destinazione del Parco Michelotti.
Oltre ai firmatari e ai rappresentanti delle associazioni che ne prenderanno parte, sarà presente Enrico Moriconi. Tra gli ultimi casi da lui seguiti il tristemente noto "Green Hill", in qualità di perito tecnico per il pubblico ministero della Procura di Brescia, il veterinario illustrerà le negatività connesse a strutture definite "bioparchi" legate allo svilimento dei valori degli ambienti naturali, vegetali, animali e morali nonchè ciò che una vera fattoria didattica dovrebbe insegnare ai bambini.
Il Coordinamento ha ritenuto azione imprescindibile diffondere tra i cittadini la petizione qui presentata, tenendo conto anche del fatto che il progetto di valorizzazione è stato approvato senza il parere della Consulta delle associazioni di volontariato animalista della Città di Torino e avere coinvolto quelle ambientaliste.
Se nel 1987 con la chiusura dello zoo si era detto “Mai più”, nel 2015 il Comune di Torino con la motivazione di cercare dei finanziamenti per la manutenzione dell’area, ha deliberato il 12 gennaio una proposta che prevede l'attivazione di una procedura di affidamento in concessione con l’aggiudicazione“secondo il metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa”, garantendo al soggetto privato vincitore una gestione temporale dell’area di durata trentennale. Inoltre la procedura proposta nell’atto deliberativo crea un rischioso precedente, favorendo la possibilità di dare il via ad altre operazioni di “privatizzazione” dei parchi cittadini.
I nostri NO e i nostri SI’:
NO alla presenza di animali nel Parco,
NO alla logica della privatizzazione del bene pubblico,
SI’ alla gestione del privato sotto convenzione che ne garantisca al meglio la pubblica fruizione, sotto controllo pubblico;
NO alla pregiudiziale della migliore offerta economica,
SI’ al miglior progetto sostenibile economicamente; reversibile, con possibilità di rivalsa da parte della Città qualora non correttamente realizzato e gestito;
SI’ all’abbattimento delle costruzioni precarie presenti per riportare a naturalità il luogo;
NO ad attività disparate di carattere commerciale, turistico, sportivo, senza garanzie per la fruizione pubblica dell’area nel suo complesso;
NO ad un bando ad personam in base a offerte già avanzate;
SI’ alla valenza didattica e ad attività protette per i bimbi.

Coordinamento No Zoo: LAV Lega Anti Vivisezione, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, L.I.D.A - Lega Italiana dei Diritti dell'Animale, ProNatura Torino, S.O.S Gaia, Ecopolis, Molecola - Circolo Legambiente Torino, OIPA, Le Sfigatte, "Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori" - Comitato di Torino, Associazione META - sezione di Torino