GIOVEDI' 4 DICEMBRE 2014 ORE 19 VI ASPETTIAMO !!
martedì 2 dicembre 2014
lunedì 17 novembre 2014
Verbale riunione 14
novembre 2014
Tra
una riunione e l’altra
Il 28 ottobre c’è stata la conferenza stampa di
presentazione del Coordinamento. Sono intervenuti il presidente della 6^
Commissione consiliare Maurizio Trombotto e il giornalista free lance per la
Stampa Caracciolo.
Il 6 novembre Trombotto ha indetto una 6^
Commissione dove il Coordinamento è stato presentato ufficialmente. L’Assessore
ha dato una disponibilità alla costituzione della Commissione Aree Verdi e ad
acquisire documentazione sulle esperienze del Forum del Verde di Cuneo e della Casa del Verde di Milano.
Organizzazione
interna
Il Coordinamento si dota di 5 referenti per
specifiche attività. Nessun* è deputato ad essere portavoce: prende la parola a
nome del Coordinamento chi di volta in volta è più competente e adatto.
Comunicazione
Azioni
congiunte
Si preparerà il testo di richiesta di un
incontro all’Assessore Lavolta e ai dirigenti di competenza e procede alla
richiesta dell’appuntamento.
Mutuo
aiuto
E’ stato fatto un giro di tavolo per conoscere
di ogni Comitato e associazione presente qual è lo stato dell’arte e le
scadenze più prossime:
a.
Salviamo
Corso Marconi. L’approvazione della delibera è avvenuta. Si stanno raccolgiendo
fondi per sostenere i costi del ricorso al TAR. Continua la raccolta di firme on line su www.change.org
b.
Comitato
Borgo Po. Attraverso l’Osservatorio sul Po a Torino stanno resistendo alla
costruzione della centrale idroelettrica all’altezza del Parco Michelotti. Tutte
le domeniche alle 10.30 c’è un presidio informativo sul ponte della Gran Madre
c.
Comitato
per la difesa del parco della Pellerina. Il 31 ottobre sono finite i lavori strutturali della centrale
idroelettrica. Il Comitato tra novembre e dicembre chiederà pubblicamente dove
e come verranno ripiantati gli alberi. Si informerà anche da dove arriva la
terra che porteranno per coprire la struttura in cemento
d.
Salviamo
il paesaggio – Torino
e.
Comitato
Dora Spina tre è preoccupato per la proposta
di privatizzazione di fatto di porzioni del Parco Dora con la formula
della manutenzione del verde in cambio di un uso privatistico dello spazio per
manifestazioni (per esempio il K festival)
f. Comitato per la difesa dei Giardini reali bassi. Il 29 ottobre c’è stata
l’audizione del Comitato per la petizione contro la costruzione del parcheggio.
Che si farà. Franca ha detto che nel Parco della Colletta la pista di
pattinaggio è stata privatizzata e sono state tagliate diverse piante di grosso
diametro
g. Comitato Snia Rischiosa Ex Diatto. Raccolgono documentazione sulla bonifica
interrotta. L’esposto fatto attende risposta così come la richiesta di
Consiglio aperto in circoscrizione. Sotto osservazione anche l’area ex Gabrio
dove urge la bonifica amianto. L’area ha una destinazione pubblica. Per legge
ogni interventi di nuovo impianto deve prevedere un 20% in piena terra.
h. Pro Natura. Emilio nei giorni scorsi ha condiviso il testo della
Proposta di una carta del verde per la città di Torino presentata alla Città
nel 2008 e mai discussa.
Per
l’Area Nebiolo Westinghouse il progetto di costruzione del Centro Congressi
latita mentre il centro commercial al
momento sembra sospeso e la Esselunga si è ritirata
i.
Area Cantamessa. Il
cantiere è fermo dando alla zona un aspetto post bellico
j. Comitato Cit Turin. Nico Miletto invita tutti ad iscriversi alla lista
dei Comitati spontanei che è stata
predisposta in Comune. Rispetto
a piazza Benefica Nico ha parlato della fontana,
ma la preoccupazione principale è per il progressivo
deperimento-abbattimento
degli alberi della piazza, nonchè per l'abbattimento degli alberi alto
fusto di
via Cavalli con reimpianto di albererlli di piccola-media taglia. Nico
si farà
cura di impostare una lettera da trasmettere a tutti i Consiglieri
Comunali e a
tutti i Comitati Spontanei che operano sul territorio, per informarli
della
costituzione del nostro Coordinamento. Il 26 novembre ci sarà una 6^
Commissione su piazza Benefica. Cerchiamo di essere presenti.
La prossima riunione sarà venerdì 12 dicembre
alle ore 18 a Pro Natura in via Pastrengo 13
Salviamo il Paesaggio-Difendiamo i Territori
Salviamo il Paesaggio-Difendiamo i Territori in questo periodo sta seguendo, nell'ambito del gruppo "Osservatorio sul Po a Torino" le
vicende del progetto della Centrale Idroelettrica e Conca di
Navigazione all'altezza della traversa Michelotti.
Le firme per la petizione sono già state depositate. Purtroppo la firma del contratto con il privato aggiudicatario dovrebbe essere imminente.
Le firme per la petizione sono già state depositate. Purtroppo la firma del contratto con il privato aggiudicatario dovrebbe essere imminente.
Proprio in
questi giorni però alcuni consiglieri hanno chiesto di rinunciare al
progetto.
Il gruppo sta organizzando un'assemblea pubblica per informare i cittadini e, se ci sarà anche l'assessore Lubatti, chiediamo a tutti i comitati e associazioni di venire ad aiutarci quella sera per far sentire con forza le ragioni di chi si oppone al progetto. Appena abbiamo la data la comunicheremo a tutti.
Il gruppo sta organizzando un'assemblea pubblica per informare i cittadini e, se ci sarà anche l'assessore Lubatti, chiediamo a tutti i comitati e associazioni di venire ad aiutarci quella sera per far sentire con forza le ragioni di chi si oppone al progetto. Appena abbiamo la data la comunicheremo a tutti.
Per le informazioni questa è la pagina facebook:
https://www.facebook.com/pages/Osservatorio-sul-Po-a-Torino/302054023329568
lunedì 10 novembre 2014
PARCO DORA: IL PUNTO SULLA SITUAZIONE
Il Comitato Dora Spina Tre è
stato audito oggi dalla Commissione Ambiente del Consiglio comunale.
Nella riunione abbiamo
presentato le migliori proposte pervenute al concorso d’idee indetto dal
nostro Comitato di cittadini (biblioteca di Spina3 con annesso posto
informativo sul Parco, area boscata e zona umida per ospitare un po’ di vita
selvatica, murales che raccontino il lavoro che si svolgeva nelle fabbriche
dismesse, centro d’incontro condiviso coi cittadini e piccoli progetti gestiti
da gruppi di residenti).
Abbiamo inoltre avuto le seguenti informazioni:
-
stombatura della Dora tra via Livorno
e corso Principe Oddone: i lavori (a carico di Fintecna) più volte rimandati,
partiranno nella prossima primavera (ricorderemo gli impegni comunali al
monitoraggio delle polveri e dei rumori del futuro cantiere)
-
lotto Michelin del parco: non è ancora
stato trasmesso dallo Stato alla Città; quando ciò avverrà, ne sarà fatta una manutenzione
straordinaria
-
iniziative da adottate da parte del Comune
per contemperare gli eventi che si svolgono sotto la tettoia ex-strippaggio con
la tranquillità dei residenti: il Comune sta lavorando ad un decalogo da
rispettare in tutte le manifestazioni svolgentesi in Città
-
un terzo di 1,2 milioni di euro stanziati
ieri dalla Giunta comunale per le aree verdi della Città saranno dedicati al
Parco Dora.
Abbiamo ribadito che la
partecipazione dei cittadini e l’attenzione alle loro critiche e proposte da
parte delle Istituzioni è fondamentale per la realizzazione di opere utili,
condivise e sentite come proprie dalla popolazione.
- Martedì 28 ottobre si è tenuto un incontro del nostro Comitato col settore
bonifiche del Comune che ha risposto alle nostre domande d’informazione
sull’ulteriore fase delle bonifiche delle acque sotterranee di Spina 3. Un
resoconto della riunione è pubblicato sul nostro sito nella rubrica
BONIFICHE
- Si è costituito il Coordinamento dei Comitati e delle
Associazioni ambientaliste per la tutela e
la progettazione del verde, a cui aderisce il nostro Comitato. La
piattaforma è visibile sul blog del Coordinamento nella rubrica Siti amici del nostro
sito
- Abbiamo trasmesso all’Assessore all’Ambiente una
segnalazione di un cittadino sul taglio
di alberi nel cortile della scuola Margherita di Savoia di via Thouar,
vicino al comprensorio Ingest di Spina 3. Nella riunione di cui al punto 1 di
questo scritto ci è stato risposto che siè trattato di abbattimento isolato,
causa malattia dell'albero.
COMITATO
DORA SPINA TRE
Assemblea del Coordinamento
venerdì 14 novembre 2014 alle ore 18
Pro natura
via Pastrengo 13
Le associazioni e i comitati di lotta si riuniranno per fare il punto della situazione dopo la conferenza stampa e l'incontro chiesto dal cordinatore della sesta commissione del comune di Torino, si raccoglieranno proposte di lavoro comune e si stilerà un canlendario delle iniziative dei vari soggetti coinvolti.
Il coodinamento è aperto a tutte le realtà di cittadine e di cittadini che cercano di contrastare la politica di cementificazione del territorio e che condividano la piattaforma elaborata dal gruppo fondatore
Pro natura
via Pastrengo 13
Le associazioni e i comitati di lotta si riuniranno per fare il punto della situazione dopo la conferenza stampa e l'incontro chiesto dal cordinatore della sesta commissione del comune di Torino, si raccoglieranno proposte di lavoro comune e si stilerà un canlendario delle iniziative dei vari soggetti coinvolti.
Il coodinamento è aperto a tutte le realtà di cittadine e di cittadini che cercano di contrastare la politica di cementificazione del territorio e che condividano la piattaforma elaborata dal gruppo fondatore
Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni
ambientaliste
per la tutela e la progettazione del verde
Premessa
Qualcuno ricorda il Coordinamento
delle associazioni ambientaliste per la tutela del verde?
Era stato istituito negli
anni '90 a fronte dello scempio del verde pubblico attuato dalla Città
soprattutto per parcheggi pertinenziali e grosse opera infrastrutturali come il
Passante Ferroviario e i sottopassi stradali, per arrivare poi ai disastri
olimpici di corso Spezia e piazza d'Armi; il Coordinamento cercò di intervenire
anche sul progetto della Linea 1 della Metro (in particolare piazza Carducci,
con scarso successo). E' di quegli anni (giugno 2006) l'adozione da parte della
Città del Regolamento del verde pubblico e privato proposto dalle
Associazioni ambientaliste con lo strumento della Delibera di iniziativa
popolare.
Dalla Premessa:
1.
il verde urbano si inserisce nel
contesto più ampio di ‘valori paessaggistici’ da tutelare, svolgendo funzioni
climatico-ecologiche, urbanistiche e sociali e rivestende un ruolo di
educazione ambientale e di miglioramento della qualità urbana
2.
oltre ad avere un importante valore
estetico-paesaggisticoi, il verde svolge anche funzioni essenziali per la
salute pubblica come element migliorativo del microclima
3.
il verde della nostra città, dai grandi
parchi alle aree Verdi minori, dalle sponde fluviali alla collina, dalle aree
pubbliche a quelle private, è stato sottoposto negli ultimi anni ad una intense
usura che sovente ne ha ridotto le stesse funzioni ecologiche e in alcuni casi
la sopravvivenza
4.
per questi motivi la proggettazione
delle aree Verdi, la loro gestione e gli interventi di manutenzione ordinaria e
straordinaria, ma soprattutto tutti gli altri interventi che fanno capo a Settori
diversi della Amministrazione, ad Enti esterni e ai privati, che incidono in
qualche misura su aree Verdi o alberate, devono essere attuati nel rispetto del
patrimonio, natural esistente in città e in conformità alle condizioni
ambientali in cui questa si sviluppa.
Dall’Articolo 1
5.
le finalità del Regolamento
-
tutelare e promuovere il verde come
element qualificante del contesto urbano, come fattore di milgioramento
della qualità della vita degli abitanti e attrattore di nuove iniziative
economiche e turistiche nel territorio, sviluppate con criteri eco compatibili;
-
incentivare la partecipazione della
cittadinanza sulle questionio relative alla gestione e allo sviluppo del verde
urbano
Tra gli obiettivi generali
del Regolamento
c’era quello di garantire
salvaguardia, fruibilità, progettualità, competenza e manutenzione del verde
urbano. Era prevista la costituzione della Commissione Aree Verdi, che
avrebbe dovuto esprimere parere vincolante sui progetti di nuove aree verdi
pubbliche e di rifacimento di quelle esistenti, e della Commissione Alberi
di Pregio che avrebbe dovuto stilare un elenco degli alberi da tutelare.
È introdotto infine il
principio della compensazione ambientale, secondo il quale le eventuali
compromissioni del patrimonio verde avrebbero dovuto essere compensate
all’interno dello stesso progetto o su aree immediatamente limitrofe
all’intervento.
Dopo le olimpiadi è stato
chiaro che i rapporti di forza e l'atteggiamento della Città non offrivano nè
possibilità di interlocuzione nè di incisività. Il Coordinamento cessò di
operare e le Associazioni ambientaliste hanno offerto e offrono la propria
esperienza ai singoli Comitati.
Per ora è sospeso il taglio
delle piante attorno al Palazzo del Lavoro, ma la distruzione del verde
prosegue: il pertinenziale di corso Marconi; quello in arrivo di piazza
Nizza; la centrale idroelettrica alla Diga Michelotti, che intaccherà
l'alberata storica del parco Michelotti; la vendita dell'area
Nebiolo-Westinghouse, che sconvolgerò il Giardino Artiglieri da Montagna; il
tagli brutali dell'alberata di via Cavalli per facilitare le operazioni di
cantiere del grattacielo; gli alberi abbattuti di piazza
Benefica; il mancato completamento del parco Dora in Spina 3; la minaccia che
incombe sui Giardini Reali col parcheggio fatto su misura per la Cavallerizza;
la costruzione della Centrale Idroelettrica nel Parco della Pellerina; l'area
Combi-Sporting, di proprietà comunale, dietro lo stadio Comunale (ora
"Stadio Olimpico") tra via Filadelfia e via San Marino, oggetto della
Variante 295, ancora in gestazione: al posto del verde edilizia residenziale e
commerciale; la mancata risistemazione della parte ovest del Parco
Sempione devastata dal cantiere del Passante ferroviario e mai più ripristinata
(sicuri di dimenticare qualcosa).
La piattaforma comune: le
ragioni
L’albero in città
rappresenta un simbolo di sostenibilità ambientale.
In questi anni l’ecologia da
pensiero organizzato sulla necessità di un riequilibrio delle relazioni tra
l’essere umano ed il resto del vivente nonchè della salvaguardia dei cicli
vitali dell’acqua e del carbonio è diventato materia di interventi settoriali
(acqua, rifiuti, verde, trasformazioni urbane, ecc.). Il rischio di questa
scelta di frammentazione è la maggiore fragilità dei cittadini e delle loro
libere e spontanee associazioni rispetto all’interlocutore istituzionale e
conseguentemente rispetto al raggiungimento degli obiettivi di conservazione
delle aree verdi nel tessuto urbano.
Dal punto di vista operativo
il Coordinamento si configura come una aggregazione di
associazioni e comitati che condividono le finalità della piattaforma:
esso intende promuovere, ogni volta che è opportuno, una sorta di patto di
"mutuo soccorso", per coordinare petizioni, eventuali ricorsi,
richieste di audizioni e altro.
Tutti i
comitati spontanei e le associazioni che aderiscono all’iniziativa comune,
ispirandosi alla presente piattaforma , convengono nel
merito che
1.
la città ha bisogno del verde come elemento
essenziale per garantire la vita e per il suo contributo alla mitigazione del
micro clima urbano rispetto alle bolle di calore
2.
lo sviluppo del verde in città deve
avvenire in tutta la sua pienezza e affichè esso si sviluppi in tutta la sua
potenzialità è necessario garantirgli uno spazio e le condizioni che esso
richiede. Deve essere cioè un verde in piena terra.
3.
il sistema di alberate in città è
un sistema classico e che tale deve essere valutato, pianificato e gestito
nonchè protetto dalle continue esigenze di lavori pubblici e privati
4.
l’albero ha una insostituibile funzione
vitale e insieme una funzione sociale: contribuisce alla storia e alla cultura
di un luogo e alla qualità della vita dei suoi abitanti. Per questo esso deve
avere una presenza correlata alle attività antropiche che ne assorbono
l’ossigeno e deve essere fruibile in condizioni di prossimità,
dunque distribuito su grandi aree e su piccole, raggiungibili anche dai
bambini/e in condizioni di sicurezza.
La piattaforma comune: le
principali line di azione
1.
sostenere tutti insieme le battaglie di
ciascuno (petizioni, incontri in Circoscrizione, raccolte firme,ecc)
2.
chiedere che la Commissione aree verdi
-prevista dal Regolamente del verde e mai attuata- sia messa in condizione di
funzionare, ovvero di convalidare i progetti che toccano il Verde pubblico e
che per i progetti a maggiore impatto vengano coinvolte le associazioni
ambientaliste ed i comitati, diventando così strumento di partecipazione dei cittadini
alla progettazione delle aree verdi
3.
prendere ispirazione dal Forum del
Verde di Cuneo e dalla Casa del Verde di Milano
4.
riprendere la richiesta alla Città di
realizzare un Piano del verde
5.
chiedere che ogni anno venga fornito un
bilancio degli alberi abbattutti e di quelli di nuovo impianto
6.
chiedere che ad ogni abbattimento di
piante ammalorate o pericolati corrisponda un reimpianto di eguale portata di
ossigeno e ombra.
7.
mappare i danni al patrimonio verde
prodotti dalle trasformazioni urbane dagli anni ‘90
8.
condividere in maniera articolata
l’analisi della strategia della città e le connessioni tra il verde, le
trasformazioni urbane e l’indebitamento della Città, compresa la truffa delle
capacità edificatorie attribuite ad aree verdi
9.
progettare e ristrutturare tutti gli
elementi che modellano attualmente lo spazio urbano nell’ottica di richieste e
potenzialità del sistema delle alberate e dei boschetti urbani
10. attivare una campagna culturale presso il
pubblico in generale, i diversi gruppi professionali, i settori
industriali e di servizi le scuole e l’università che individui nell’albero un
modo di vivere nella città e un simbolo di sostenibilità ambientale
11. sviluppare e promuovere in forma integrata e
continuativa informazioni, inventari, tecniche di gestione, pratiche,
procedimenti che permettano l’impianto di alberi in città in condizioni di
qualità e dignità
12. chiedere che la Città doti il Settore Verde pubblico
di risorse economiche adeguate per la manutenzione ordinaria. Che una quota
della TASI vada effettivamente come previsto alla manutenzione del verde e
diventi un impegno regolare di Bilancio
13. difendere il verde privato di valenza storica e
ambientale
14. Rigettare interventi su aree libere che incrementino
l'impermeabilizzazione dei suoli e ne blocchino la capacità di
autorigenerazione, così come lo scambio di un verde su soletta per parcheggi
interrati con un verde in piena terra
Associazione Legambiente
Ecopolis Torino
Comitato per la difesa del
Parco della Pellerina
Comitato Borgo Po
Comitato Cit Turin
giovedì 30 ottobre 2014
Comitato Dora Spina Tre
Il Comitato Dora Spina Tre è nato nel 2004 per favorire
la partecipazione dal basso ai cambiamenti urbanistici, sia dei cittadini che
vivevano nei quartieri storici attorno alle fabbriche del lungo Dora tra i corsi
Potenza e Principe Oddone, sia di chi è venuto ad abitare nelle numerose case
costruite al posto di quegli stabilimenti, ora dismessi. Il Comitato ha da
subito richiesto il controllo della gran quantità di polveri sollevate dai
numerosi cantieri attivi (per l’abbattimento della sopraelevata di corso Mortara
e per la costruzione degli edifici di Spina 3) e la conservazione in loco della
memoria storica del Lavoro nelle fabbriche di zona (Michelin, Savigliano,
Paracchi, Superga e i 3 stabilimenti delle Ferriere già FIAT). Ha soprattutto
sollecitato la realizzazione di strutture pubbliche, sanitarie culturali e
socio-assistenziali, in una zona che ne era carente e che vede l’arrivo di più
di 10.000 neoresidenti.
Le forme di partecipazione del Comitato sono la riunione
quindicinale, le manifestazioni pubbliche, i messaggi alle Istituzioni per
sollecitare la soluzione dei problemi, il sito www.comitatodoraspina3.it.
Una petizione è stata ufficialmente rivolta al Comune di Torino per realizzare
una biblioteca / luogo di aggregazione in Spina 3, che non affidi tale funzione
ai 5 supermercati/gallerie commerciali realizzati in zona. Il Comitato ha
indetto alcune manifestazioni di fronte ai locali ancora inutilizzati dell’ex
Superga di via Verolengo dove, ormai 10 anni fa, doveva essere realizzato il
Poliambulatorio di quartiere; e organizzato iniziative nel Parco Dora per
sostenerne una versione più verde e accessibile ai cittadini, anche a quelli con
ridotte capacità motorie e/o visive.
Ci si è scontrati in questi anni con un progetto, quello
del nuovo quartiere di Spina 3, partorito senza un reale coinvolgimento dei
cittadini e, anche a causa di ciò, mancante di strutture utili ai residenti.
L’unica prevista a nuovo (una scuola materna/asilo nido che doveva aprire nel
2009) è ancora da costruire, pur anticipata da alcuni locali nel comprensorio
Vitali, realizzati grazie alle richieste del nostro
Comitato.
CINQUE IDEE PER SPINA TRE
LEGGI L'ECO DELLA DORA
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martedì 28 ottobre 2014
Comitato SniaRischiosa
Un’operazione urbanistica realizzata
dalla proprietà mista di Comune e privati, uniti nel Fondo Speculativo Città di
Torino, senza il minimo coinvolgimento dei cittadini.
Il Comitato ha cercato di aprire un
dialogo con il Comune stesso: partecipando ad incontri sul tema specifico
all’Urban Center prima e con una raccolta di firme poi, che ha portato alla
presentazione di una Petizione in Consiglio Comunale in cui si chiedeva di non
procedere alla demolizione dello stabile prima che venissero chiariti alcuni
aspetti fondamentali di carattere storico-architettonico e ambientale.
Lo stesso giorno in cui veniva recapitata
la convocazione per il dibattimento della Petizione, il 5 giugno 2013, ingenti
forze dell’ordine procedevano a demolire in modo coatto e disordinato lo
stabile ex Diatto-Snia, coinvolgendo nell’abbattimento reperti archeologici
custoditi nello stesso e mettendo a rischio l’incolumità dei passanti sui
marciapiedi circostanti.
Nonostante questa brutale dimostrazione
di spregio delle forme democratiche di amministrazione, il Comitato
SniaRischiosa ha continuato ad intraprendere nuove iniziative, seguendo un
doppio percorso: la via dell’opposizione legale e la costruzione costante e
paziente di una comunità informata e solidale nella richiesta della
soddisfazione dei bisogni degli abitanti della città.
Attualmente sono pendenti un ricorso al
Tar per le irregolarità nelle procedure ed un esposto alla Procura della Repubblica
perché si faccia chiarezza sul modo in cui è stato sottratto alla comunità un
patrimonio architettonico che era parte costituente dell’identità industriale,
sociale e storica del quartiere e della città stessa, risultando essere, quello
Diatto, il primo stabilimento automobilistico di Torino, disegnato e realizzato
dall’Architetto Fenoglio.
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